Come preparare i grissini piemontesi

Come rendere meno banale l’antipasto a base di salumi che avete preparato? Il mio consiglio é servire dei grissini fatti in casa! I grissini costituiscono un modo unico e sfizioso di servire il pane e incarnano il simbolo dello ‘stuzzicare’, sono un prodotto semplice ma stupendo e accompagnati a una fetta di prosciutto o di coppa renderanno il vostro antipasto molto apprezzato (escludendo i vegetariani, devo ancora conoscere la persona a cui non piacciano grissini e salumi!).

In Piemonte c’è una ricchissima tradizione collegata a questo prodotto e non è raro che ogni forno abbia la propria ricetta. Al di fuori del Piemonte, i grissini sono conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, ma non c’è una vera e propria cultura del grissino di qualità. Ho deciso quindi di onorare nel mio piccolo questa tradizione cuocendoli da me e sperimentandone diverse versioni.

I miei grissini fatti in casa

I miei grissini fatti in casa © Sg

la mia RICETTA preferita per i grissini piemontesi

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Le mie vellutate del cuore

Recentemente mi è venuta questa fissa per le zuppe, con una passione particolare per le vellutate. Sono calde, sanno di casa, sono sane, leggere, nutrienti e facili da preparare. Adoro andare al mercato a scegliere la verdura, tornare a casa e iniziare a mondare e tagliare a pezzetti carote, zucca, patate, sedano e compagnia bella. Il profumo è freschissimo e mi fa sentire così vicina alla terra dalla quale questi prodotti vengono. Ci sono mille modi e varianti per cucinare una vellutata ed è bello cambiare, sperimentare e creare le proprie ricette.

Ecco le mie 5 vellutate preferite, quelle che amo preparare e mangiare nelle sere fredde. Le porzioni sono per 2 se le considerate come piatto unico o per 4 se avete intenzione di mangiare anche altro.

Vellutata di lattuga

Ho scoperto questa ricetta grazie a Giallozafferano e me ne sono innamorata, soprattutto perchè mi ha insegnato che si può utilizzare la lattuga non solo per fare insalate!

Ricetta:
Preparare il brodo vegetale (circa 750cl). Fare appassire in una pentola con olio il porro affettato. Eliminare le foglie più esterne del cespo di lattuga, staccare le foglie rimaste, lavarle, tagliarle a listarelle e unirle in padella dopo che il porro sarà imbiondito. Fare cuocere qualche minuto e unire il brodo caldo. Continuare la cottura per circa 20 minuti a fuoco dolce, aggiustando di sale e pepe se necessario. Scolare la lattuga e frullarla separatamente. Aggiungere 30g di pangrattato al liquido di cottura e mescolare dolcemente. Unire la crema di lattuga e continuare a cuocere fino a che non si avrà la consistenza desiderata.

Vellutata lattuga e yogurt con pane integrale fatto in casa

Vellutata lattuga e yogurt con pane integrale fatto in casa © Sg

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Zuppa di legumi: la ricetta che mi scalda il cuore

Amsterdam è una città meravigliosa, internazionale, piena di sogni e possibilità, ma di certo il clima non è tra i suoi punti di forza. Qui l’autunno inizia molto presto: mentre in Italia si fanno gli ultimi bagni e i miei amici si lamentano perchè stanno iniziando ad usare il lenzuolo per dormire, io già indosso maglioni e sciarpe e di notte apprezzo il tiepidino dato dal piumino. Quest’estate in particolare la pioggia e il vento non ci hanno risparmiati e il mese di agosto è stato un’anteprima di cosa ci aspetterà nei mesi a venire.

Cosa fare quando si torna a casa inzuppati di pioggia dopo una giornata di lavoro? Il mio personalissimo rimedio consiste nel cucinare una zuppa di legumi che mi scaldi un po’ e che mi ricordi che l’autunno e il freddo possono essere incantevoli. La zuppa che sobbolle in cucina mi fa venire in mente le serate passate in montagna quando ero piccola, i pigri pranzi domenicali, le gite invernali in Toscana, la pienezza e la semplicità delle cotture lente e a fuoco basso.

Zuppa di legumi con fagioli borlotti, lenticchie, orzo e ceci

Zuppa di legumi con fagioli borlotti, lenticchie, orzo e ceci © Sg

Sono una grandissima amante dei legumi: sono ingredienti semplici ma complessi, genuini ma versatili e sono un elemento centrale di tantissimi piatti delle cucine regionali italiane (e non solo). Amo cercare nuove varietà al mercato o nei negozi biologici, per poi combinarli in modo sempre diverso.

Negli anni ho provato molte ricette, ma più sperimento più mi convinco che la zuppa di legumi che amo di più sia quella che ho trovato nel mio primo ricettario (rigorosamente cartaceo!): il Cucchiaio d’argento. Ecco quindi la mia ricetta preferita per la minestra di orzo e legumi.

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Il sedano rapa, questo sconosciuto

Da grande fan di MasterChef non ne perdo una puntata e ogni anno il costante e grande quesito che sorge nella mia mente è: ma cos’è il sedano rapa?

Viene citato come se fosse un ortaggio comune al pari di zucchine o carote ed è un ingrediente che viene preparato molto spesso dai concorrenti – ho la percezione che venga trattato un po’ come un ingrediente “jolly”: quando non si bene cosa preparare, ecco che salta fuori il sedano rapa!

Da quando vivo in Olanda, me lo ritrovo dappertutto: al mercato, nei ristoranti, al supermercato. Ho quindi capito che era arrivato il momento di occuparmi di questo ingrediente: capire cos’è, comprarlo e provare a cucinarlo!

Ecco il sedano rapa

Ecco il sedano rapa © Sg

Da quello che ho appreso documentandomi un po’, questo ortaggio è una varietà del sedano di cui si mangia la radice (che ha una forma arrotondata e bitorzoluta), da fuori assomiglia ad una grande rapa, ha la polpa color crema e si trova al mercato da inizio autunno fino a primavera. Ha pochissime calorie e ha un sapore delicato, motivo per cui un suo tipico utilizzo è quello di accompagnamento a carni molto saporite.

Può essere cucinato in diversi modi: fritto, lessato, crudo tagliato a julienne in un’insalata, sotto forma di vellutata. Essendo la prima volta che maneggiavo questo ingrediente, ho deciso di conoscerlo con l’obiettivo di fare un contorno semplice, ma al contempo piacevole e non banale: ecco che ho deciso di preparare una purea.

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Tagliatelle fatte a mano, la ricetta di una romagnola

In Italia ho la vicina di casa del cuore: la tipica signora romagnola solare, con cui si può parlare di tutto, che ha sempre in casa biscotti appena sfornati e fa la pasta fresca almeno una volta al giorno (“perchè porta allegria”, dice).  La stessa signora che nella sua vita ha lavorato un po’ in tutta Europa per mantenersi, parla 4 lingue, è interessata all’ayurveda e crede nei poteri benefici delle spezie. Una persona a dir poco interessante. Peccato che passi in Romagna metà dell’anno perchè a Milano non c’è abbastanza sole e “troppo poco rispetto per chi va in bicicletta come me”.

Ogni volta che io sono a Milano e lei pure ne approfitto per andare a casa sua a prendere qualche lezione di cucina tipica emiliano-romagnola. Credo che tutte le persone appassionate di cucina, abbiano il dovere morale in quanto italiani di sapere come si tiri a mano la pasta e come preparare un ripieno per i tortellini. Fa parte della nostra tradizione culinaria e quindi di chi siamo.

L’ultima volta che ci siamo viste abbiamo preparato le tagliatelle alla borragine, una deliziosa variante delle tagliatelle fatte con gli spinaci o con le bietole – ecco la ricetta come me l’ha insegnata la signora Iolanda!

Farina, uova, borragine

Farina, uova, borragine © Sg

tagliatelle: INGREDIENTI per 6 persone

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