Dal Pescatore, ristorante icona della cucina italiana

Finalmente sono riuscita ad andare al ristorante Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio, al centro del quadrilatero formato dalle città di Mantova, Cremona, Brescia e Parma. Il ristorante è stato aperto nel 1925 da Antonio Santini, che di mestiere faceva il pescatore sul fiume Oglio, ed è tuttora gestito dai discendenti che hanno portato il Pescatore a essere una delle più alte espressioni della cucina italiana. La talentuosa chef Nadia Santini guida la cucina ed è stata la prima donna al mondo ad essere premiata con 3 stelle Michelin.

Quando siamo arrivati al ristorante siamo stati accolti dal proprietario Antonio Santini con un calore e una semplicità che mi hanno subito messa a mio agio e fatta sentire a casa (devo ammettere che inizialmente avevo il timore di sentirmi un po’ intimidita per essere in uno dei posti sacri della ristorazione italiana). Durante l’aperitivo anche Nadia è venuta a darci il benvenuto e dai suoi occhi trasparenti e dalla sua solida stretta di mano ho percepito tutta la passione, la forza e la determinazione di quella che è considerata la migliore chef donna al mondo.

E poi è iniziato lo spettacolo. La grande cucina classica italiana proposta in una versione di eccellenza assoluta, piatto dopo piatto. A mio avviso il punto più emozionante del menu è il tortello con zucca, amaretti, mostarda di anguria bianca e parmigiano reggiano. Sono almeno 20 anni che mangio tortelli di zucca nei miei giri per la pianura padana, ma come questi nessuno mai: semplicemente perfetti nell’esecuzione.

Menu 2015: Couleurs d'Italie

Menu 2015: Couleurs d’Italie © Sg

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A cena con Berton

Il Ristorante Berton mantiene le promesse che il suo nome si porta appresso: grande tecnica, ingredienti eccezionali, creatività e sperimentazione di altissimo livello. Ci sono andata a cena e sono rimasta a bocca aperta.

Brodo di prosciutto crudo, merluzzo arrosto, purea di patate, pane al prezzemolo e rapanelli

Brodo di prosciutto crudo, merluzzo arrosto, purea di patate, pane al prezzemolo e rapanelli © Sg

lo chef berton

Il suo fondatore, Andrea Berton, è l’anima di questo gioiello della ristorazione milanese e vanta un curriculum eccezionale: ex allievo di Gualtiero Marchesi, ha lavorato all’Enoteca Pinchiorri e al Louis XV di Alain Ducasse, ha portato il ristorante Trussardi alla Scala ad avere due stelle Michelin, è tra i soci dei gettonatissimi Dry e Pisacco (sempre a Milano) e un paio di anni fa ha aperto il suo ristorante dove, dopo un anno, ha ottenuto una stella Michelin.

il locale

Il locale si trova nell’ex area Varesine in Porta Nuova, incastonato come una pietra preziosa tra palazzi che definiscono il nuovo skyline meneghino. L’ambiente interno è lineare e arioso (anche se forse un po’ freddo per i miei gusti), indubbiamente moderno e sofisticato. Mi è molto piaciuta l’idea della vetrata che separa la cucina dalla sala: gli avventori riescono a sbirciare i lavori della brigata, ma senza che la loro attenzione sia forzatamente diretta in quel punto.

l’esperienza

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De Librije: magica esperienza culinaria in Olanda

Lo so, suona strano. Anch’io ho storto il naso la prima volta che alcuni amici mi hanno raccontato della sublime abilità di alcuni chef in Olanda. “Stanno parlando con un’italiana, davvero pensano di impressionarmi?”. Pur partendo prevenuta lo ammetto, rimango pur sempre una persona curiosa e ho deciso di testare con i miei occhi e le mie papille gustative la veridicità di queste affermazioni (ebbene sì, è un lavoro sporco ma qualcuno lo deve pur fare!). Per non sbagliare, ho deciso di iniziare alla grande il mio percorso alla scoperta dell’alta cucina olandese e per il mio trentesimo compleanno mi sono fatta regalare dal mio ragazzo una cena al ristorante De Librije, 3 stelle Michelin e considerato da molti il miglior ristorante in Olanda. Il locale è semplicemente strepitoso: è situato nella libreria (in olandese “de librije” appunto) di una vecchia abbazia domenicana del XV secolo a ridosso del canale principale di Zwolle.

Lo chef Jonnie Boer – proprietario di 3 ristoranti per un totale di 7 stelle Michelin, non il primo arrivato ecco – è un omone olandese simpaticissimo che ci ha accolto in maniera molto amichevole e ci ha spiegato il funzionamento del menu: optando per la degustazione, si sceglie un ingrediente per ogni portata senza sapere come sarà composto il piatto (ovviamente viene chiesto se ci sono ingredienti a cui si è allergici o che non sono graditi). Dopo un gradevole aperitivo nel cortile antistante, siamo stati portati al tavolo ed è iniziato lo show: carne, pesce, verdure, foglie e fiori in combinazioni originali e a dir poco estatiche.

De Librije: cosa si mangia

Amuse bouche al De Librije: oysters from the North Sea, clams, Dutch shrimps, razor clams

Amuse bouche al De Librije: oysters from the North Sea, clams, Dutch shrimps, razor clams © Sg

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2 notti a Parigi

Ho deciso che ogni anno trascorrerò un fine settimana a Parigi: credo faccia bene al cuore e che riempia lo spirito di bellezza.

Diciamocelo: Parigi è una città enorme e fastidiosamente turistica e i parigini guardano tutti dall’alto in basso (ammesso e non concesso che si prendano la briga di rivolgerci uno sguardo…), ma è così tremendamente intrigante che è difficile non subirne il fascino.

Notre Dame de Paris

Notre Dame de Paris © Sg

Ogni volta che vado a Parigi mi piace soggiornare in un hotel in una zona piuttosto centrale (Marais, Saint Germain des-prés, Quartier Latin, etc…), ma quest’anno ho deciso di cambiare prediligendo una zona più “autentica”.

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