Tartufo bianco: i 10 migliori ristoranti dove mangiarlo in Piemonte

Da qualche settimana é arrivato ufficialmente l’autunno. L’estate termina, le giornate si accorciano, il freddo comincia a farsi insistente, ma c’é un grande lato positivo associato all’autunno: si inaugura la stagione del tartufo bianco! Come ho giá spiegato qui, il tartufo bianco é un fungo che cresce sottoterra di fianco alle radici di alberi quali il tiglio, il rovere o il ciliegio e ha un profumo e un sapore molto particolari che ben si differenziano dal meno pregiato tartufo nero. Il tartufo bianco viene raccolto nella zona intorno ad Alba ed é venduto solamente nel periodo che va da settembre a dicembre.

Uno dei miei riti autunnali preferiti consiste nell’andare in Piemonte e gustarmi un pranzo o una cena a base di questo fantastico prodotto. In teoria il tartufo si abbina bene a tutto ció che é previsto nel menu, ma ci sono alcuni grandi classici piatti piemontesi che non si possono proprio perdere come l’uovo in tegamino, i tajarin e la carne cruda. Ho girato tanti ristoranti negli ultimi anni e voglio condividere con voi la lista dei miei posti preferiti!

10 migliori ristoranti dove mangiare tartufo bianco in piemonte

Tartufo bianco in uno dei migliori ristoranti in Piemonte

Tartufo bianco in uno dei migliori ristoranti in Piemonte © il mio amico Michael Potts

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Tappa ad Anversa: dove andare e cosa vedere

Anversa é la seconda cittá piú grande del Belgio e ospita uno dei piú grandi porti d’Europa. La cittá fu pesantemente bombardata durante la seconda guerra mondiale ed é stata in seguito ricostruita con uno stile moderno che contrasta molto con il suo cuore medievale. Oggi Anversa é una cittá estremamente vivace, ricca di musei ed eventi culturali ed é una tappa forzata per chi sta girando l’Olanda o il Belgio ed é amante della moda e del design. Anversa dista solo un’ora e mezzo di treno da Amsterdam, quindi mi capita spesso di andarci e ogni volta scopro un nuovo angolo, locale o negozio che mi convincono sempre piú di quanto questa cittá sia un posto pino di vita.

Veduta del porto di Anversa

Veduta del porto di Anversa © Sg

anversa – cosa fare

  • Onze Lieve Vrouwekathedraal: come ho giá scritto in questo post, la Cattedrale nella piazza principale é semplicemente imperdibile
  • Stazione centrale: con la sua facciata neo-gotica, le cupole e le piattaforme multi-livello, é difficile non essere affascinati dalla principale stazione ferroviaria della cittá
  • Shopping: se si é in cerca di moda conviene puntare dritti al cosiddetto ‘fashion district’ di Anversa che ruota intorno a Nationalestraat dove ci sono negozi di stilisti belgi cosí come internazionali – uno dei miei posti preferiti é Ginger. Se invece si é piú appassionati di interior design, Kloosterstraat offre di tutto e di piú: dai mobili vintage, al modernariato al design piú spinto
  • Giro in macchina al porto: una delle esperienze piú surreali che abbia mai fatto. Dalla cittá si passa ad un ambiente industriale fatto di gru, tubi, container, navi, moli binari. Curioso il piccolo villaggio di Lillo situato in mezzo a tutto quell’acciaio
  • MAS: il museo piú grande della cittá propone esibizioni permanenti e temporanee ed é ospitato in un mastodontico edificio dalla cui sommitá si ha una bellissima vista di Anversa

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Ristoranti a Roma: la lista dei miei preferiti di sempre

Amo Roma. L’ho giá detto e ridetto in questo altro post in cui racconto uno dei miei ultimi weekend nella cittá eterna. Uno dei motivi per cui adoro Roma é la sua incredibile offerta di ristoranti e il suo storico patrimonio gastronomico. Grazie alle tante visite, alle ricerche che non mi stanco mai di fare e ai consigli degli amici, ho deciso di compilare una lista su quelli che ritengo essere i migliori ristoranti a Roma! Siete d’accordo con la mia classifica? Avete qualche chicca da condivere?

Tonnarelli cacio e pepe, impossibile non trovarlo nei ristoranti a Roma

Tonnarelli cacio e pepe, impossibile non trovarlo nei ristoranti a Roma © Sg

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Le Restaurant ad Amsterdam, una cena da favola

Dopo 4 mesi passati a cercare una nuova sistemazione ad Amsterdam, io e il mio ragazzo finalmente troviamo l’appartamento giusto (quello che quando lo vedi senti la pancia che grida: “é lui!”) e decidiamo che l’occasione merita una celebrazione speciale. Una casa nuova per me equivale a un nuovo inizio: un nuovo quartiere da esplorare, nuovi vicini da conoscere, nuovi progetti da concretizzare, nuove emozioni da provare. Direi che un piccolo festeggiamento per tutta questa roba é il minimo, no?! La meta della nostra cenetta romantica celebrativa é stata Le Restaurant.

Avevamo letto tante belle recensioni su Le Restaurant, piccolo ristorante nel quartiere De Pijp insignito di una stella Michelin. La cucina é di ispirazione francese ed é fatta di materie prime freschissime in base alla disponibilitá giornaliera al mercato (il ristorante dista poco dal famoso mercato di Albert Cuypstraat). Il menu cambia molto di frequente e in tutti i piatti c’é sempre un delicato equilibrio tra tra la ricerca di modernitá e tradizione. La selezione dei vini é particolamente interessante e il loro motto (che personalmente adoro) é: “ingredienti semplici e cucina di altissimo livello“. L’ambiente é intimo e i proprietari e lo staff in generale sono rilassati ma attenti e riescono ad essere professionali e simpatici allo stesso tempo.

Ecco i meravigliosi piatti che ho mangiato a Le Restaurant:

Amuse bouche de Le Restaurant

Amuse bouche de Le Restaurant © Sg

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Ristorante Tokuyoshi a Milano: perfetto sodalizio Italia-Giappone

Erano mesi che seguivo interessata il progetto di Yoji Tokuyoshi di aprire un ristorante a Milano. Sto parlando del cuoco giapponese che fino a poco tempo era sous chef all’Osteria Francescana di Massimo Bottura e che ha da poco aperto il proprio ristorante nel cuore di Milano. Tokuyoshi é ovviamente non solo il prorietario ma anche lo chef del ristorante, al quale ha dato il sottotitolo ‘Cucina italiana contaminata‘ per sottolineare la commistione delle culture gastronomiche che lui ama, quella italiana e quella giapponese. Non credo che la sua cucina possa essere definita come fusion, direi piuttosto che la centralitá viene data agli ingredienti e ai piatti italiani che vengono esaltati da tecnica ed elementi giapponesi.

Non vedevo l’ora di andarci e neanche a farlo apposta ne ho avuto l’occasione il giorno in cui Tokyoshi ha ricevuto la sua prima stella Michelin. Lo chef ci ha accolto molto gentilmente e al nostro commento ‘Pensavamo di non trovarla qui stasera chef, vista la giornata speciale’ ci ha risposto che non c’é festa per la stella che tenga quando ci sono dei tavoli prenotati e dei clienti da soddisfare. Il locale (ex Wicki’s, che nel frattempo si é trasferito in corso Italia) é arredato in modo minimalista, con un grande bancone centrale e pochi tavoli. I colori che dominano sono il nero e il verde smeraldo.

Abbiamo optato per un menu degustazione e abbiamo scoperto con piacere che ogni portata é accompagnata da un brodo da bere al bicchiere per esaltare i sapori del piatto.

Stuzzichini proposti da Tokuyoshi

Stuzzichini proposti da Tokuyoshi © Sg

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