Ristoranti a Roma: la lista dei miei preferiti di sempre

Amo Roma. L’ho giá detto e ridetto in questo altro post in cui racconto uno dei miei ultimi weekend nella cittá eterna. Uno dei motivi per cui adoro Roma é la sua incredibile offerta di ristoranti e il suo storico patrimonio gastronomico. Grazie alle tante visite, alle ricerche che non mi stanco mai di fare e ai consigli degli amici, ho deciso di compilare una lista su quelli che ritengo essere i migliori ristoranti a Roma! Siete d’accordo con la mia classifica? Avete qualche chicca da condivere?

Tonnarelli cacio e pepe, impossibile non trovarlo nei ristoranti a Roma

Tonnarelli cacio e pepe, impossibile non trovarlo nei ristoranti a Roma © Sg

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Una notte nel deserto marocchino

Quest’anno le vacanze di Natale le ho passate girovagando per il Marocco. Un bellissimo viaggio partito da Casablanca con il profumo dell’oceano e proseguito tra strade polverose alla ricerca della seta delle dune del deserto. Dopo qualche giro a Fez e tra le palme della campagna marocchina siamo arrivati al deserto e, amici miei, dormire sotto le stelle del cielo marocchino è stata un’esperienza unica.

Abbiamo trascorso una notte nell’accampamento Ali e Sara tra le dune di Erg Chebbi vicino a Merzouga – per gli appassionati di Marrakech Express, questo è il luogo dove Rudy vive sperando di trovare l’acqua per poter coltivare piantagioni di arance. Siamo arrivati in tarda mattinata a Merzouga, dove avevamo appuntamento con uno dei ragazzi di Ali e Sara. Abbiamo lasciato la macchina, siamo saliti in groppa ai dromedari e abbiamo iniziato la splendida passeggiata di due ore in mezzo nelle dune di Erg Chebbi per raggiungere l’accampamento.

Le nostre orme tra le dune del deserto

Le nostre orme tra le dune del deserto © Sg

Una volta lì, ci siamo sistemati nella nostra tenda e ci siamo goduti un pranzo vegetariano delizioso preparato dallo chef. L’accampamento è costituito da 8 tende private più una serie di zone comuni. Tutti i ragazzi che lavorano nell’accampamento provengono da tribù berbere in origine nomadi, che vanno fieri delle proprie origini e raccontano la loro storia con molto sentimento. Porto con me il ricordo dei loro racconti sulle stelle e sulla vita davanti al fuoco.

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Dal Pescatore, ristorante icona della cucina italiana

Finalmente sono riuscita ad andare al ristorante Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio, al centro del quadrilatero formato dalle città di Mantova, Cremona, Brescia e Parma. Il ristorante è stato aperto nel 1925 da Antonio Santini, che di mestiere faceva il pescatore sul fiume Oglio, ed è tuttora gestito dai discendenti che hanno portato il Pescatore a essere una delle più alte espressioni della cucina italiana. La talentuosa chef Nadia Santini guida la cucina ed è stata la prima donna al mondo ad essere premiata con 3 stelle Michelin.

Quando siamo arrivati al ristorante siamo stati accolti dal proprietario Antonio Santini con un calore e una semplicità che mi hanno subito messa a mio agio e fatta sentire a casa (devo ammettere che inizialmente avevo il timore di sentirmi un po’ intimidita per essere in uno dei posti sacri della ristorazione italiana). Durante l’aperitivo anche Nadia è venuta a darci il benvenuto e dai suoi occhi trasparenti e dalla sua solida stretta di mano ho percepito tutta la passione, la forza e la determinazione di quella che è considerata la migliore chef donna al mondo.

E poi è iniziato lo spettacolo. La grande cucina classica italiana proposta in una versione di eccellenza assoluta, piatto dopo piatto. A mio avviso il punto più emozionante del menu è il tortello con zucca, amaretti, mostarda di anguria bianca e parmigiano reggiano. Sono almeno 20 anni che mangio tortelli di zucca nei miei giri per la pianura padana, ma come questi nessuno mai: semplicemente perfetti nell’esecuzione.

Menu 2015: Couleurs d'Italie

Menu 2015: Couleurs d’Italie © Sg

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Piatti e ricette tipici della Valchiavenna

Metá del mio sangue e il mio cognome vengono dalla Valchiavenna, che per chi non fosse esperto della zona é una regione alpina nella provincia di Sondrio al confine con la Svizzera. Negli anni ’70  mio nonno nei prati sopra Villa di Chiavenna ci ha costruito una baita tutta di legno dove ho passato le estati della mia infanzia correndo libera come un leprotto. Inutile dire che sono molto affezionata sia a quelle montagne e valli sia alla sua meravigliosa tradizione di cibo. Durante quelle vacanze, mangiavo polenta e bresaola in abbondanza, per avere le energie sufficienti per camminare nei boschi e nuotare nel lago. Oggi tutta quell’energia non mi serve più, ma ogni volta che torno in Valchiavenna non riesco a resistere a quelle pietanze così gustose.

Perdipiù in Valchiavenna si ha la possibilità di gustare prodotti gastronomici in ristoranti molto particolari detti ‘crotti‘, cavità naturali tipiche della zona usate per conservare cibi e che in molti casi sono state convertite in taverne che offrono appunto prodotti tipici.

Ecco i prodotti e ricette della Valchiavenna con cui sono cresciuta e che amo di più:

pizzoccheri

Piatto principe della tradizione valchiavennasca e valtellinese, i pizzoccheri sono delle tagliatelle corte preparate sia con farina di grano saraceno che con normale farina bianca. La ricetta classica prevede che i pizzoccheri siano conditi con burro fuso, bietole o verza, parmigiano, formaggio Casera e una spolverata di pepe. E c c e z i o n a l i.

Pizzoccheri

Pizzoccheri © Sg

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Sua maestà il tartufo bianco

Una volta all’anno, sempre in autunno, mi concedo un piccolo lusso: andare in Piemonte a mangiare tartufo bianco. Di solito vado per pranzo nel mio ristorante del cuore (di cui avevo giá parlato qui) cosí poi ho ancora tutto il pomeriggio per andare a fare una passeggiata ad Alba o per godermi un giro in macchina tra le vigne nelle Langhe. Quel sapore così sublime unito a una giornata nella campagna brumosa e ambrata equivale al mio piccolo ideale di felicità.

COME, DOVE E QUANDO CRESCe il tartufo bianco

Il tartufo altro non é che un fungo che cresce sottoterra e in modo spontaneo accanto alle radici di alcuni alberi e in base al tipo di albero, il tartufo ha un profumo e un colore particolari. Un tartufo di quercia, ad esempio, avrà un odore più intenso, mentre un tartufo di tiglio sarà più chiaro e aromatico. La pioggia, la terra e gli aromi del bosco creano un sapore unico, capace di provocare un piacere potente e ineguagliabile nel palato di chi lo gusta. Purtroppo il tartufo bianco é un prodotto molto raro, non solo perché cresce quasi esclusivamente nella zona intorno ad Alba tra settembre e dicembre, ma anche perché dipende da fattori stagionali che ne possono influenzare la crescita e quindi comprometterne l’abbondanza.

Tartufi bianchi freschi

Tartufi bianchi freschi © Sg

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