Wicky’s Wicuisine Seafood a Milano: molto piú che cucina fusion

Mi é bastata una cena da Wicky’s per farlo entrare nella mia top 5 di ristoranti a Milano. Wicky’s ha un’idea innovativa di cucina (almeno per il panorama milanese), é capace di creare sapori complessi ma immediatamente piacevoli ed riesce a far fare al nostro palato il giro del mondo con un solo piatto. Lo chef Wicky Priyan é originario dello Sri Lanka e ha lavorato molti anni in Giappone imparando la grande tecnica e i segreti della cucina kaiseki e ha portato a Milano qualcosa di mai assaggiato prima.

Wicky’s é tecnica, é fantasia, é grandi materie prime, é…marinatura. Sí, perché dopo un menu degustazione da Wicky’s ho compreso che il pesce crudo non esprime tutto quello che puó senza una marinatura magistrale. Salse che paiono pozioni magiche in grado di dare il tocco e lo sprint perfetti a piatti che forse non sapevano di averne bisogno. Marinature che a volte sanno di Giappone con soia e yuzu, altre che sembrano venire dal sud-est asiatico a base di zenzero, lemongrass e coriandolo, altre ancora dal sapore mediterraneo con basilico, sale, olio d’oliva e pepe, oppure con tutti questi ingredienti e altri ancora messi insieme a creare qualcosa di unico.

Wicky's interno

Wicky’s interno @ wicuisine.it

Il locale si trova in pieno centro ed é costituito da due sale principali: la prima piú tradizionale e la seconda con tavoli e un tipico bancone alla giapponese per essere seguiti direttamente dallo chef. Dalla cucina a vista si puó ammirare un teatro vivente con la brigata che danza intorno ai fornelli e ai piatti. Lo staff é molto professionale e una menzione speciale va ad Anna, la preparatissima e piacevole sommelier che si é divertita a propormi abbinamenti di vino che altrimenti mai avrei scelto.

Ecco tutti i favolosi piatti che ho gustato:

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Ricetta dei pizzoccheri: uno dei tesori piú preziosi della Valtellina

Come ho già scritto in questo post, i pizzoccheri sono uno dei piatti simbolo della tradizione culinaria della Valtellina, una meravigliosa terra racchiusa tra le Alpi ubicata nell’alta Lombardia al confine con la Svizzera. Sono tanti i prodotti tipici di questa vallata, ma i pizzoccheri sono quelli a cui personalmente sono piú legata. Ricordo con affetto le giornate passate a correre tra i prati nei monti in provincia di Sondrio quando ero bambina e la voracitá con cui spazzavo il piatto di pizzoccheri fumanti che mia nonna preparava usando il paiolo sul fuoco. O tutte le volte che torno in Italia in inverno e chiedo alla mia mamma di prepararmeli per il pranzo della domenica perché quando fa freddo non c’é niente che scaldi il cuore piú di una teglia di pizzoccheri caldi.

I pizzoccheri sono tagliatelle corte fatte di grano saraceno (da qui il tipico colore grigiastro) che secondo la ricetta tradizionale valtellinese vengono cotti e serviti con burro fuso, patate, formaggio Bitto e/o Casera e verdure di stagione. Per rendere omaggio fino in fondo alla Valtellina, consiglio di accompagnare i pizzoccheri da uno dei vini tipici della zona: Sfursat, Sassella o Inferno. Una bomba calorica che peró garantisco vi rimetterá in pace con l’universo!

Ricetta pizzoccheri alla valtellinese

Ricetta pizzoccheri alla valtellinese © Sg

pizzoccheri – ingredienti per 4 persone

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Piccione in padella con patate: una ricetta che sa di Francia

Lo scorso weekend mi sono svegliata con una certa voglia di Francia. Carne, burro, ricette sofisticate, vino rosso buono, quella roba lí insomma. Caso ha voluto che andando al mercato quella mattina stessa mi sia imbattuta in un bancone specializzato nella vendita di volatili, tra cui – mi é caduto subito l’occhio – il piccione. C’é qualcosa di piú francese di una ricetta a base di piccione? Forse sí, ma in quel momento non mi é proprio venuto in mente quindi ho comprato due bei piccioni e ho iniziato a documentarmi su come trattare questa carne.

piccione da cucinare – cose da sapere

Ho scoperto diverse cose utili che é bene tenere in mente quando si vuole fare una preparazione a base di piccione:

  • innanzitutto la qualitá della carne deve essere ottima: si dovrebbe sempre cercare di comprare piccioni che non siano stati allevati in batteria. Affidarsi ad un macellaio di fiducia o a qualche piccolo produttore é un’idea vincente
  • piccione é Francia, quindi chiama burro
  • questo volatile non compare solo sulle tavole di chef stellati, ma é un prodotto presente in molte cucine regionali italiane, ognuna con la sua propria ricetta
  • questa carne é magra quindi richiede cotture veloci, in caso contrario si asciugherebbe troppo. I grandi chef  servono la carne di piccione molto rosata, morbida e succosa e se lo fanno loro c’é da fidarsi
  • una delle operazioni preliminari consiste nella fiammatura per eliminare le piccole piume. Un metodo veloce e molto casalingo consiste nell’avvicinare il piccione alla fiamma dei fornelli tenendolo a qualche centimetro di distanza per far bruciare le piume ma senza cuocerlo
Piccione in padella

Piccione in padella © dissapore.com

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Granola fatta in casa: sana, veloce e buonissima

Adoro la granola: a colazione, come snack o come dolcetto dopo cena. A base di avena o farro, con noci, semi, frutta secca, chia, bacchi di goji…le varianti sono infinite e penso che ogni amante della granola abbia la sua preferita. La differenza principale con il suo ‘cugino’ muesli non risiede nei diversi ingredienti, quanto nel fatto che la granola viene condita con miele, olio o zucchero e viene poi tostata in forno facendole acquisire la caratteristica croccantezza. Oramai quasi dappertutto é possibile trovare granole biologiche di qualitá, ma consiglio di provare a prepararla in casa: é velocissimo e si ottiene una granola completamente personalizzata in base ai propri gusti. Ecco la mia ricetta della granola fatta in casa!

Granola fatta in casa

Granola fatta in casa © Sg

granola fatta in casa – ingredienti

Ingredienti che ho usato per la mia granola

Ingredienti che ho usato per la mia granola © Sg

  • 200gr fiocchi di farro – alternativa: fiocchi di avena o di orzo
  • 15gr chia
  • 50gr banane secche – alternativa: qualsiasi altro tipo di frutta secca
  • 20gr mandorle non pelate – alternativa: noci o pistacchi
  • 2 cucchiaini cannella
  • 20gr semi di zucca – alternativa: sesamo o semi di girasole
  • 40gr miele di acacia – alternativa: sciroppo d’acero
  • 40gr olio di cocco – alternativa: olio d’oliva
  • 1 cucchiaino di sale

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Beulings, uno dei miei ristoranti preferiti ad Amsterdam

Si dice sempre che in Olanda non si mangia bene, che gli olandesi non hanno nessuna cultura gastronomica, che per loro il cibo é come benzina vale a dire qualcosa che alimenta il corpo senza che ne venga ricavato alcun piacere. Con grande sollievo per noi expat e per i turisti che cercano un’esperienza culinaria di buon livello, ho scoperto che diversi ristoranti rappresentano un’eccezione a questa regola e Beulings é sicuramente uno di questi.

beulings – il locale

Il ristorante si trova in una vietta in una zona centrale tra due dei principali canali della cittá, il Singel e l’Herengracht. Il locale é deliziosamente piccolo e ospita pochi tavoli (motivo per cui é bene sempre prenotare con un certo anticipo), l’arredamento é minimal ma curato nei minimi dettagli e l’atmosfera é piacevole e rilassante.

Tavolo da Beulings

Tavolo da Beulings © Sg

Beulings – la cucina e il menu

Tutti i piatti di Beulings risentono di contaminazioni francesi, italiane e a volte asiatiche e il punto di forza é il valore e la dignitá che vengono dati ad ogni singolo ingrediente (un esempio tra tutti, il piatto a base di patate bollite che é semplicemente divino!). Non é possibile ordinare á la carte: ogni giorno vengono preparati piatti diversi che vengono proposti in un menu degustazione da 5, 6 o 7 portate. Personalmente adoro questa formula perché solo cosí é possibile avere una panoramica esaustiva del lavoro di uno chef e della sua squadra (oltre al fatto che le porzioni sono abbastanza piccole, quindi non si esce dal ristorante strapieni – altra cosa che apprezzo molto). Il rapporto qualitá-prezzo a mio avviso é ottimo trattandosi di Amsterdam:

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