Ricetta dei pizzoccheri: uno dei tesori piú preziosi della Valtellina

Come ho già scritto in questo post, i pizzoccheri sono uno dei piatti simbolo della tradizione culinaria della Valtellina, una meravigliosa terra racchiusa tra le Alpi ubicata nell’alta Lombardia al confine con la Svizzera. Sono tanti i prodotti tipici di questa vallata, ma i pizzoccheri sono quelli a cui personalmente sono piú legata. Ricordo con affetto le giornate passate a correre tra i prati nei monti in provincia di Sondrio quando ero bambina e la voracitá con cui spazzavo il piatto di pizzoccheri fumanti che mia nonna preparava usando il paiolo sul fuoco. O tutte le volte che torno in Italia in inverno e chiedo alla mia mamma di prepararmeli per il pranzo della domenica perché quando fa freddo non c’é niente che scaldi il cuore piú di una teglia di pizzoccheri caldi.

I pizzoccheri sono tagliatelle corte fatte di grano saraceno (da qui il tipico colore grigiastro) che secondo la ricetta tradizionale valtellinese vengono cotti e serviti con burro fuso, patate, formaggio Bitto e/o Casera e verdure di stagione. Per rendere omaggio fino in fondo alla Valtellina, consiglio di accompagnare i pizzoccheri da uno dei vini tipici della zona: Sfursat, Sassella o Inferno. Una bomba calorica che peró garantisco vi rimetterá in pace con l’universo!

Ricetta pizzoccheri alla valtellinese

Ricetta pizzoccheri alla valtellinese © Sg

pizzoccheri – ingredienti per 4 persone

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Piccione in padella con patate: una ricetta che sa di Francia

Lo scorso weekend mi sono svegliata con una certa voglia di Francia. Carne, burro, ricette sofisticate, vino rosso buono, quella roba lí insomma. Caso ha voluto che andando al mercato quella mattina stessa mi sia imbattuta in un bancone specializzato nella vendita di volatili, tra cui – mi é caduto subito l’occhio – il piccione. C’é qualcosa di piú francese di una ricetta a base di piccione? Forse sí, ma in quel momento non mi é proprio venuto in mente quindi ho comprato due bei piccioni e ho iniziato a documentarmi su come trattare questa carne.

piccione da cucinare – cose da sapere

Ho scoperto diverse cose utili che é bene tenere in mente quando si vuole fare una preparazione a base di piccione:

  • innanzitutto la qualitá della carne deve essere ottima: si dovrebbe sempre cercare di comprare piccioni che non siano stati allevati in batteria. Affidarsi ad un macellaio di fiducia o a qualche piccolo produttore é un’idea vincente
  • piccione é Francia, quindi chiama burro
  • questo volatile non compare solo sulle tavole di chef stellati, ma é un prodotto presente in molte cucine regionali italiane, ognuna con la sua propria ricetta
  • questa carne é magra quindi richiede cotture veloci, in caso contrario si asciugherebbe troppo. I grandi chef  servono la carne di piccione molto rosata, morbida e succosa e se lo fanno loro c’é da fidarsi
  • una delle operazioni preliminari consiste nella fiammatura per eliminare le piccole piume. Un metodo veloce e molto casalingo consiste nell’avvicinare il piccione alla fiamma dei fornelli tenendolo a qualche centimetro di distanza per far bruciare le piume ma senza cuocerlo
Piccione in padella

Piccione in padella © dissapore.com

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Granola fatta in casa: sana, veloce e buonissima

Adoro la granola: a colazione, come snack o come dolcetto dopo cena. A base di avena o farro, con noci, semi, frutta secca, chia, bacchi di goji…le varianti sono infinite e penso che ogni amante della granola abbia la sua preferita. La differenza principale con il suo ‘cugino’ muesli non risiede nei diversi ingredienti, quanto nel fatto che la granola viene condita con miele, olio o zucchero e viene poi tostata in forno facendole acquisire la caratteristica croccantezza. Oramai quasi dappertutto é possibile trovare granole biologiche di qualitá, ma consiglio di provare a prepararla in casa: é velocissimo e si ottiene una granola completamente personalizzata in base ai propri gusti. Ecco la mia ricetta della granola fatta in casa!

Granola fatta in casa

Granola fatta in casa © Sg

granola fatta in casa – ingredienti

Ingredienti che ho usato per la mia granola

Ingredienti che ho usato per la mia granola © Sg

  • 200gr fiocchi di farro – alternativa: fiocchi di avena o di orzo
  • 15gr chia
  • 50gr banane secche – alternativa: qualsiasi altro tipo di frutta secca
  • 20gr mandorle non pelate – alternativa: noci o pistacchi
  • 2 cucchiaini cannella
  • 20gr semi di zucca – alternativa: sesamo o semi di girasole
  • 40gr miele di acacia – alternativa: sciroppo d’acero
  • 40gr olio di cocco – alternativa: olio d’oliva
  • 1 cucchiaino di sale

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Come cucinare un piatto vegano gustoso e colorato

Oramai conosco più di un vegano e devo ammettere che la motivazione etica stante dietro a questa scelta alimentare mi affascina sempre di piú. Buongustaia e golosa come sono, non credo che riuscirei mai a rispettare una dieta così rigida, ma penso che ogni tanto sia bello cucinare e mangiare un piatto vegano fatto con alimenti che non provengano in alcun modo dallo sfruttamento degli animali. E così a volte mi diverto a sperimentare ricette vegane che siano gustose e non mi facciano sentire la mancanza di carne, pesce, uova o latte e derivati.

Ho deciso quindi di lanciarmi in una preparazione semplice che strizza l’occhio alla cucina levantina, che amo cosí tanto. Ecco a voi il mio piatto vegano a base di quinoa, falafel, verdure al forno e humus!

Piatto vegano a base di quinoa, verdure e falafel

Piatto vegano a base di quinoa, verdure e falafel © Sg

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Come cucinare una omelette perfetta

Ci sono alcune sere in cui torno a casa,  non ho tanta voglia di cucinare ma al contempo non mi va il cibo d’asporto, il frigo é semi-vuoto e vorrei solo chiudere gli occhi e riaprirli con le lasagne della mia mamma davanti a me. Ecco, é capitato un sacco di volte che in quei casi le uova mi salvassero la serata: uova la tegamino, crêpe, frittata oppure omelette, per quando voglio aggiungere un tocco chic alla mia cena. L’omelette, al contrario della frittata, nasce da un composto che viene ‘stracciato’ in padella e viene cotta solo da un lato per poi essere servita ripiegata su se stessa. La parola chiave per una omelette di successo é BAVEUSE: la parte interna dev’essere non rappresa e non completamente cotta. Si tratta di un piatto semplice ma versatile (basti pensare a quanti ingredienti vi si possono aggiungere!), sfizioso, nutriente e adatto ad ogni momento della giornata. La mia omelette preferita di sempre é quella con pancetta e formaggio, eccone la ricetta!

Omelette cucinata da me

Omelette cucinata da me © Sg

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