9 giorni in giro per il Marocco

Il Marocco é una terra intensa, piena di vita, storie e colori. Ci sono andata con il mio ragazzo lo scorso inverno e ha rappresentato una godutissima pausa dal freddo olandese che ci stava attanagliando. Sarebbe stato bello avere a disposizione un paio di settimane per fare tutto ció che avremmo voluto; purtroppo siamo stati costretti a condensare il nostro viaggio in soli 9 giorni (meglio di niente ovviamente!). Abbiamo affitatto un’auto e ci siamo muniti di macchina fotografica, mappe e guida Routard e siamo partiti alla scoperta di questo meraviglioso paese.

Il mio viaggio in Marocco

Il mio viaggio in Marocco © Sg

Il Marocco ha un clima atlantico sulla costa, continentale nella parte montagnosa e desertico all’interno: è abbastanza mite durante l’inverno e può essere molto caldo in estate, quindi potendo scegliere le stagioni migliori per andarci sono la primavera e l’autunno (ma specifico per esperienza personale che anche in inverno la vacanza può essere molto piacevole). La lingua che parlano tutti è l’arabo, ma per questioni storiche anche il francese è molto diffuso e nelle grandi città molti parlano o capiscono l’inglese. La religione ufficiale è l’islam e, per quanto il Marocco sia un Paese relativamente moderno e moderato, è sempre bene vestire e comportarsi in modo consono per non urtare la sensibilità dei locali.

marocco – il mio diario di viaggio

L'itinerario del mio viaggio in Marocco

L’itinerario del mio viaggio in Marocco © Sg

giorno 1 – casablanca

Siamo partiti da Milano Malpensa (eravamo in Italia per le vacanze di Natale) e un volo Air Maroc ci ha portati a Casablanca, dove il 26 dicembre abbiamo cenato con pesce al porto indossando un golfino di cotone. Casablanca é un posto assai curioso: decadente e moderna allo stesso tempo, é il centro finanziario del Marocco e l’architettura contemporanea si fonde con edifici piú tradizionali in uno stile che potrebbe non risultare immediatamente gradevole. Mi ha ricordato La Havana, senza lo stesso struggente fascino. Sono dell’idea che sia carino visitare Casablanca se ne si ha l’occasione e se si vuole fare un salto al Rick’s Café Américain, ma non so se ci andrei di proposito.

Strada a Casablanca

Strada a Casablanca © Sg

Casablanca – Dove dormire e dove mangiare
Gray Boutique Hotel & SPA: hotel moderno con una SPA di 600 m², l’ideale per una sosta di relax
– Restaurant du Port de Pêche: questo ristorante molto genuino si trova nel cuore del porto dove il pesce freschissimo ci impiega poco tempo a passare dal mare direttamente al vostro piatto

giorno 2 e 3 – fez

Seconda tappa del nostro viaggio marocchino: la splendida Fez. Ci siamo arrivati in treno dato che sapevamo che a Fez non saremmo praticamente usciti dalla medina (dove non si può girare in auto) – inoltre il treno da Casablanca é comodo e bello e ci impiega 3 ore, che piú o meno é il tempo che ci si impiegherebbe andando in macchina. Fez é la cittá imperiale piú antica del Marocco e ha una tortuosissima medina che si snoda in centinaia e centinaia di vicoletti in cui sará impossibile non perdersi. La città è famosa per le concerie di pelle che si guardano dalle terrazze in alto e per l’artigianato molto ricco.

Conceria di pelle a Fez

Conceria di pelle a Fez © Sg

Fez – Dove dormire e dove mangiare
– Riad Idrissy: incantevole riad con una corte interna fatta di mosaici, stucchi e piastrelle tradizionali. Le 5 camere sono deliziosamente arredate con oggetti provenienti da tutto il Marocco
– The Ruined Garden: questo romanticissimo ristorante è situato nel giardino adiacente il Riad Idrissy, dove ho gustato uno dei migliori tajine con sardine di tutta la vacanza
Cafè Clock: doveroso salire per un break fino alla terrazza di questo simpatico cafè – tè alla menta, falafel e una bella vista sulla città faranno tornare le energie a chiunque
Riad Fes: per un cocktail pre-cena in un’ambientazione da mille e una notte

giorno 4 – a cavallo tra medio e alto atlante

Dopo due giorni a Fez abbiamo recuperato l’auto e siamo partiti puntando al deserto. Abbiamo guidato attraversando paesini minuscoli dove abbiamo potuto osservare da vicino la vita delle persone che non abitano in città. In quanto italiani siamo sempre stati presi in simpatia da tutti (pare che ogni marocchino abbia almeno un parente che vive in Italia) e non ci siamo mai sentiti soli nelle nostre soste, quando venivamo circondati da persone desiderose di raccontarci la loro storia o di sentire la nostra. Continuando a guidare ci siamo ritrovati nella zona intorno a Midelt e Errachidia che si trova letteralmente in mezzo alle catene montuose del Medio e Alto Atlante, che ci hanno regalato panorami meravigliosi. Abbiamo passato la notte in una fattoria/ B&B che risponde al nome di Gite chez Pauline, dove i proprietari francesi ci hanno intrattenuto con storie davanti al fuoco dopo averci rimpinzato di cibo casalingo.

Strada nei pressi di Amouguer

Strada nei pressi di Amouguer © Sg

giorno 5 – Merzouga & Erg Chebbi

Al mattino siamo partiti di buon’ora e abbiamo raggiunto Merzouga, dove dopo poco siamo stati ‘prelevati’ per raggiungere le dune di Erg Chebbi. Un’esperienza di viaggio semplicemente magica: tutti i dettagli e i consigli su dove dormire in quest’altro post che ho scritto a proposito.

Dune di Erg Chebbi

Dune di Erg Chebbi © Sg

giorno 6 – le kasbah e le oasi

Ripartiti da Merzouga ci siamo addentrati in una delle zone che più mi hanno fatto innamorare in tutto il viaggio: la valle del Dadès. In questa valle si trovano centinaia di kasbah, abitazioni costruite anche 400 anni fa utilizzando materiali come fango, paglia e piccole pietre e decorate con motivi berberi, circondate da oasi e palmeti. Abbiamo pernottato nella Kasbah Ait Ben Moro nei pressi di Skoura di proprietà di un signore spagnolo che ha messo a posto l’edificio con artigiani provenienti da tutto il Marocco in grado di lavorare con tecniche tradizionali. Il risultato è sorprendente, lui è una persona affascinante e la cucina è deliziosa. Consigliatissimo!

Palmeti nella valle del Dadès

Palmeti nella valle del Dadès © Sg

giorno 7, 8 e 9 – marrakech

Marrakech è indescrivibile, ma forse ancora più indescrivibile è la strada che ci arriva da Ouarzazate. Si parte da un luogo dove tutto è color della sabbia e poi la strada inizia a salire, e poi sale e sale ancora fino al passo di Tizi N’Tichka dove d’inverno c’è la neve e dopo il quale si riesce finalmente a passare dall’altra parte dell’Atlante e poi da lì il paesaggio cambia ancora e diventa verde e più dolce fino a che si arriva a Marrakech. Il mio racconto su questa enigmatica città in questo post dedicato.

Il piano originario era spingersi fino a Essaouira – la cui splendida medina affacciata sull’oceano è recentemente entrata a far parte del patrimonio dell’Unesco – ma siamo stati rapiti dalla bellezza di Marrakech dove abbiamo deciso di passare più tempo del previsto. Non mancherò la prossima volta che tornerò in questo Paese che mi ha rubato il cuore!

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