Diario di viaggio di Marrakech tra profumi e colori

Marrakech è una di quelle città che ti confondono e al tempo stesso ti conquistano. L’impatto può essere forte per chi viene da posti tranquilli e ordinati: odori, persone e animali sono dappertutto. Ma se si riesce ad essere un po’ meno schizzinosi e un po’ più aperti alla segreta bellezza di questa città, se ne viene rapiti in meno di un istante.

La medina – vale a dire il centro storico di una città islamica – è un concentrato di spezie, profumo di rosa e tè alla menta, odore di fogna, venditori indaffarati, chioschi straripanti di merci, fragranza di pane appena sfornato, incantatori di serpenti, cibo grigliato, bambini che corrono, donne che urlano, cani e gatti che si rincorrono. Marrakech è vita allo stato puro.

I colori sono forti, splendidi e cambiano in ogni momento: l’indaco in polvere per colorare i vestiti si alterna alla curcuma di un giallo accecante, i muri rossi degli stretti vicoli della medina si stagliano contro il cielo blu, i pavimenti colorati di marmo si fondono con le pareti di legno scuro intarsiato. E poi l’hennè, la paprika, lo zafferano e il cumino…

Particolare dei giardini Majorelle a Marrakech

Particolare dei giardini Majorelle a Marrakech © Sg

COSA VEDERE e quando andare A marrakech

Si può andare a Marrakech tutto l’anno, anche se è bene sapere che in primavera e in autunno le temperature sono molto piacevoli, mentre in estate in media ci sono più di 40°C e le serate d’inverno possono essere fredde. Ecco le cose più interessanti da fare:

  • Mangiare street food in piazza Jamaa el Fna: un teatro a cielo aperto con mercati, artisti di strada, performance di ogni tipo, cibo ovunque
  • Ammirare le foto esposte alla Maison de la photographie per immergersi nella storia del Marocco
  • Visitare le Tombe Sa’diane: mausoleo della dinastia Sa’diana che ha regnato per quasi due secoli in Marocco con raffinate decorazioni e monumenti di marmo di Carrara
  • Perdersi nei vicoli della medina e parlare con la gente: perdersi in senso letterale dato che è impossibile evitarlo essendo in un labirinto (basterà dare qualche monetina a un ragazzo marocchino volenteroso per essere riportati a destinazione)
  • Fare una passeggiata ai Giardini Majorelle: complesso di giardini botanici creato dall’artista Jacques Majorelle che ha dato vita ad un colore blu così intenso e unico da essere chiamato appunto ‘blu Majorelle’. La struttura era di proprietà dello stilista Yves Saint Laurent
Raggi di sole che si infilano tra le lamiere della medina

Raggi di sole che si infilano tra le lamiere della medina © Sg

I colori delle strade della medina

I colori delle strade della medina © Sg

Cactus ai giardini Majorelle

Cactus ai giardini Majorelle © Sg

Negozio di verdure

Negozio di verdure © Sg

DOVE MANGIARE A MARRAKECH

La cucina marocchina è molto varia grazie anche alle contaminazioni delle cucine berbera e mediterranea ed è tipicamente molto speziata. Un pasto tipico inizia con una serie di antipasti e insalate freddi e caldi seguito da un tajine. Il tajine è un piatto in terracotta smaltata in cui vengono cotti carne con verdure e frutta disidratata in umido. Le carni comuni della cucina marocchina sono manzo, agnello e pollo mentre il pesce è più diffuso nelle città che si affacciano sul mare. Altre prelibatezze marocchine sono il couscous e i dolci a base di pasta di mandorle.

A Marrakech è facile perdersi nel numero infinito di ristoranti, ecco i miei preferiti:

  • Chez Naïma: il migliore couscous della città. Atmosfera semplicissima e autentica. Una vera goduria
  • La Famille: un delizioso posticino immerso in un giardino che propone piatti semplici della tradizione marocchina con ingredienti freschissimi. Si trova presso il riad Zitoun Jdid
  • Le Jardin: premettendo che il cibo e il servizio non regalano particolari emozioni, vale la pena fare un salto in questo cafè/ ristorante solo per la location: un giardino lussureggiante con giochi d’acqua nel cuore della medina
  • Le Tobsil: uno dei migliori ristoranti che si possano trovare a Marrakech, elegante e con musica dal vivo. Il miglior tajine che abbia assaggiato in tutta la vacanza
  • Cafè des épices: cibo niente male in questa splendida terrazza non lontana da Jamaa el Fna. Perfetto per il pranzo
Tajine vegetariano con couscous da Naïma

Tajine vegetariano con couscous da Naïma © Sg

Antipasti da Le Tobsil

Antipasti da Le Tobsil © Sg

Dolcetti marocchini al Cafè des épices

Dolcetti marocchini al Cafè des épices © Sg

DOVE DORMIRE A marrakech

Una delle esperienze più belle che si possano fare a Marrakesh è dormire in un riad. I riad sono antiche dimore ad uso privato convertite in residenze di lusso aperte ad ospiti esterni. Riad in arabo significa ‘giardino’ e difatti questo edificio si sviluppa intorno a una corte interna decorata con piante, marmi, fontane e raffinate stanze abbellite con maioliche e tessuti. Tutto all’insegna della privacy e del relax. La mia preferenza è andata al riad Dar Kawa, di proprietà della carismatica Valerie Barkowski, stilista e interior designer amante del bello e sempre in cerca di ispirazione in giro per il mondo. La vita al Dar Kawa è lenta e dolce: ci sono solo 4 stanze arredate con estremo gusto e il personale vive per esaudire i desideri degli ospiti.

Patio riad Dar Kawa

Patio riad Dar Kawa © darkawa.net

Petali di rosa al riad Dar Kawa

Petali di rosa al riad Dar Kawa © Sg

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